
Primo post di un film che fate ancora in tempo a vedere al cinema. Tutti lo davano per bellissimo, siamo andati a vederlo per voi e possiamo confermare: per un attore semi-sconosciuto e un esordio da regista-sceneggiatore per Penn, il risultato è straordinario. Emile Hirsch è Christopher, brillante neodiplomato avviato ad Harvard, che sceglie di lasciare famiglia, carriera e beni materiali per rincorrere la vita e l’avventura per le strade (e i fiumi, e le foreste,…) d’America. Cristopher cerca la verità e la vita nell’abbandono di tutto ciò che “esiste” solo per caso, prodotto arbitrario e casuale dell’umanità. Una città non è vera, “la carriera è un’invenzione del XX secolo”, le regole per risalire un fiume non hanno niente a che vedere col fiume e l’emozione di attraversarlo. Critico nei conronti della società americana, di tutte le sovrastrutture, per dirla come Marx, che l’uomo dimentica di essersi inventato diventandone schiavo, il nostro rover scoprirà ciò che sotto il sole non è contingente ma eterno e vero da sempre: ciò che nel Nuovo Mondo si identifica con il “Wild” di London, la natura selvaggia ben diversa da quella “addomesticata” della vecchia Europa. Ma il vero diventa inevitabile e superiore all’uomo: toccare queste verità con mano, fino a viverle fino in fondo, vale il prezzo che costano? Malgrado tutto, per Christopher sì. Anche per chi scrive
Film molto scritto, con una fantastica colonna sonora di Eddie Vedder (Pearl Jam) che ogni tanto i curatori italiani si sentono persino in dovere di sottolineare, si concede anche dei virtuosismi di regia (un regista esordiente che già si concede virtuosismi!) come quando il protagonista dialoga e gioca con la cinepresa spezzando la “quarta parete” e l’illusione della storia che all’improvviso si fa documentario. Del resto, le innumerevoli location fanno invidia a Discovery Channel,…e la storia è vera.
A fine film si è posseduti dal grande desiderio di strada, di vivere e di viaggiare, ma di farlo davvero, a contatto con le persone e con la loro parte più vera (non certo ad uno sportello), fino a fondersi in ciò che il mondo è davvero, ben lontano dalle nostre case, dalle nostre città e dalle mille convinzioni che ci balocchiamo a credere vere e intramontabili, quando la storia e il mondo, il Wild, prima o poi travolgerà per imporci il reale che non conosciamo. Nell’attesa, faremo meglio a conoscerlo.
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