
L’autrice, giovane esordiente letteraria, racconta nel suo libro attraverso le parole di una nipote su sua nonna, la vita, le passioni artistiche, l’amore coniugale di quest’ultima. Racconta di un quaderno nero con il bordo rosso, ritrovato in un anfratto di un muro, dove sua nonna scriveva del periodo alle Terme dove era andata per curarsi dai calcoli renali e dove incontra e si innamora perdutamente del Reduce, anche lui lì, dopo la guerra, per lo stesso problema.
Siamo nel dopoguerra con molte pennellate sui costumi sociali culturali di una Italia dove ancora l’isola, la Sardegna, e il continente erano non solo separate dal mare ma anche da modi di vita, dove l’amore coniugale e il sesso avevano confini ben delineati, dove la fantasia femminile poteva essere solo o sinonimo di pazzia e quindi da internare in manicomio oppure era da esorcizzare fino a far “uscire il diavolo dal corpo”. Il mare, lo scirocco e l’azzurro del cielo fanno da contorno a questo racconto dove la realtà e la finzione sono sempre in bilico e ci possono sempre sorprendere anche nelle ultime pagine. E’ un breve racconto che profuma di ricordi, di quella forza nascosta propria della fantasia, che ti aiuta ad andare avanti, a vivere senza pregiudizi e luoghi comuni le tue passioni, che ti fa riscoprire affettuosamente la vita di una persona vicina che prima non avevi conosciuto veramente.
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