Consiglio Comunale: Non ci piace

Premesso che il seguente articolo è redatto da una persona che si colloca in un ambito centro-sinistroso e alcune tra le seguenti affermazioni e/o osservazioni, mi accingo a redigere il mio resoconto (parziale, in quanto sono uscito prima per altri impegni) al consiglio comunale di Due Carrare svoltosi il 9 febbraio.

Premetto altresì che non era il primo consiglio comunale a cui partecipavo, seppur passivamente, sicchè avevo già maturato idee e impressioni che sono state tutte puntualmente confermate.

Tralasciando gli ordini del giorno per carenza di conoscenze tecniche e quindi impossibilitato a discutere in questi ambiti, ciò che intendo analizzare è il comportamento e il clima in seno al consiglio.

È ovvio che, appartenendo a sfere politiche differenti, i membri dei rispettivi gruppi abbiano diverse opinioni, priorità, idee in generale… è naturale ed è giusto anche che sia così. Ciò che si è notato però è che, vista anche l’avvicinarsi delle elezioni il clima si è fatto pesante: battute, frecciatine e veri e propri scontri verbali (a volte davvero poco inerenti ai punti dell’Odg trattati) sono all’ordine del giorno. Ogni mozione, ogni emendamento, ogni osservazione proposta dai gruppi di minoranza (in effetti dal gruppo di minoranza) viene bellamente rispedita al mittente senza nemmeno che si prenda in considerazione l’idea di analizzarla…

Quello che però stupisce è l’utopica situazione in cui vive il gruppo di maggioranza: ad ogni votazione, qualunque sia l’argomento trattato, tutti insieme, uniti come un sol uomo, i consiglieri e gli assessori, guidati dal sindaco, alzano le mani in favore o contro la norma o il provvedimento da adottare o respingere, senza strascichi, in una simbiosi di pensiero che ha davvero dell’incredibile… Oppure no?

Non mi reputo un occhio di falco, ma anche ad un medio osservatore quale mi reputo e spero di essere salta subito agli occhi che la parte più a sinistra (a destra del sindaco) del tavolo passa gran parte del tempo delle discussioni guardando il cellulare, chiacchierando allegramente, facendo la spola col gabinetto (in questo caso spero siano motivi fisiologici, ma tre volte in due ore mi pare abbastanza allarmante) o organizzando allegre briscolate di gruppo. Ovviamente l’ultimo punto è abbastanza enfatizzato ed enfatizzante, tuttavia, come scritto, non si può dire che i consiglieri della lista di centro destra siano predisposti all’attenzione (e portare una professoressa a presiedere il consiglio? Oppure portiamo la scatola per i cellulari…).

Non sono gli unici e non è davvero bello passare due ore in cui otto punti dell’Odg vengono trattati oltre che dalla minoranza, dai due assessori competenti, dal capogruppo della maggioranza e dal sindaco che per altro svolge solo il suo dovere di presidente (colui che presiede) limitando commenti ed opinioni, mentre i restanti consiglieri e assessori annuiscono beatamente quando non sono intenti a scaccolarsi il naso.

Insomma, avere pensieri e opinioni simili è un conto. Votare in blocco e il più delle volte senza cognizione di causa è un altro.

Nota tecnica: ci piacerebbe vedere un consiglio un po’ più giovane, se possibile. E magari inserirci una o due donne, a fare compagnia alla segretaria comunale… ma questo non è compito nostro.

(I fatti e le opinioni espresse riflettono il pensiero del furetto rosso e non dell’intero gruppo comunicamente. Il plurale nel titolo è solamente un pluralia maiestatis)

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29 risposte a Consiglio Comunale: Non ci piace

  1. Mattia scrive:

    Effettivamente, per quanto i toni usati da Francesco Salvò nel suo post possano sembrare piuttosto coloriti, devo dire che
    l’impressione generale la condivido pienamente. Non tanto per
    l’appartenenza politica, ma perchè da spettatore cresceva man mano in
    me una sorta di frustrazione dovuta al trattamento subito dal gruppo… di minoranza
    in consiglio comunale: snobbato completamente e
    annientata dal voto “automatico” di alcuni dei consiglieri di
    maggioranza. Il dibattito per quanto acceso e vissuto veniva puntualmente zittito alle parole
    “mettiamo ai voti” del sindaco. Mi auguro che in futuro il consiglio comunale
    possa tornare ad essere un organo veramente democratico, in cui il
    dibattito sia motivo di crescita e che tutti i consiglieri riflettano sui temi che si trovano a trattare senza viziare il risultato del voto con logiche di partito. E’ necessaria una
    maggiore responsabilizzazione, personale in primis, e della cittadinanza, che vigili con occhio critico in queste importanti sedute valutando l’operato dei suoi consiglieri!

  2. redfurret scrive:

    Inoltre sono stato informato che il gruppo di maggioranza ha deciso di stralciare la norma parziale per devolvere un centesimo ogni metro cubo di acqua del depuratore al terzo mondo…

  3. Claudio scrive:

    i consigli comunali sono sempre stati così e anche se la sinistra si ritiene un attimino più aperta, quando si tratta di piccole realtà locali, molto spesso, la sinistra si comporta come la destra. Mi riferisco al dialogo tra le parti e non certo alle scelte sia chiaro. Oltre agli ovvi intenti dei singoli, che vengono eletti proprio per difendere solo gli interessi di chi li vota e ahimè molto spesso i propri a scapito della comunità, esiste un problema culturale ben preciso e difficile da risolvere. Si tratta di persone che pur vivendo la realtà locale in prima persona si arrogano il diitto di sapere solo loro quale è la strada migliore per tutti. Alla messa in lista molto spesso si arriva come atto di totale supponenza e non di servizio ovvero “io mi metto in lista perchè sò di poter dare cose buone alla comunità” e non “cari concittadini se avete bisogno di una mano ci sono anch’io”. Sono due modi contrapposti di intraprendere l’attività politica e ovviamente l’uno esclude l’altro. Ora finchè regnerà questa cultura del “sò io cosa fare” non potrà mai esistere dialogo tra le fazioni e si continuerà a vivere questo paradosso di gente eletta per amministrare tutta la collettività al meglio che non ascolterà le esigenze e le posizioni di buona parte, a volte quasi il 50%, dellacollettività stessa. Per questo io auspico che arrivi il giorno in cui i giovani smettano di rifocillare le organizzazioni esistenti e mettano in piedi delle nuove rappresentanze. Non credo più al mito che per cambiare le cose bisogna entrare dentro ai vecchi partiti e lottare per piano piano modificare le impostazioni. Credo, invece, sia necessario dire a questi signori “grazie ma ora facciamo noi” “state a casa ma non vi allontanate perchè avremo bisogno della vostra esperienza ” ” ma ora si cambia”. Mi fermo mi rendo conto solo ora della mia tediosità. ciao ciao claudio

  4. Mattia scrive:

    Se posso dire la mia, nel momento in cui una persona si ritrova ad essere completamente sfiduciata nei confronti delle istituzioni, allora la democrazia può ritenersi sconfitta. Il punto purtroppo è che in questi ultimi anni è la strada che la politica volutamente ha deciso di intraprendere: un cittadino che non crede più nel suo parlamento (oggi chi lo fa?) perchè gli fa comodo accettare la cosa e non doversi impegnare a lottare, un cittadino è facile da domare e controllare.
    Per questo io credo che non debba, per esempio, essere sminuito il parlamento in quanto tale, ma i parlamentari che lo occupano. Invece la politica di oggi ci spinge ad essere sfiduciati verso l’istituzione in sè, costringendoci ad odiore quegli organi che dovremmo invece riscattare, ripulire e riconfermare!
    Nel piccolo del nostro comune io credo che la superficialità con cui si compiono determinate scelte, sia da una parte politica che dall’altra, dipenda dal fatto che molti consiglieri (non tutti) non si sentano in alcun modo responsabilizzati, ma credano che una volta delegati nei loro incarichi si sottraggano automaticamente dal giudizio dei loro datori di lavoro: noi cittadini!
    Prendendo in prestito le parole del grande gaber: “Vorrei essere libero, libero come un uomo.
    Come un uomo che ha bisogno di spaziare con la propria fantasia
    e che trova questo spazio solamente nella sua democrazia,
    che ha il diritto di votare e che passa la sua vita a delegare
    e nel farsi comandare ha trovato la sua nuova libertà.”
    Io credo che se, e qui mi sento di lanciare un messaggio al gruppo, proponessimo una campagna per cui in consiglio comunale la sala si presentasse piena fisicamente, gremita di occhi scrutatori e giudici, molti atteggiamenti si eviterebbero o verrebbero smascherati per quello che sono. Sono i cittadini che dovrebbero chiedere conto ai loro consiglieri dell’operato, puntare il dito e rendersi conto che magari sarebbe auspicabile che certa genta non rivestisse certi incarichi.

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