Celestini lo conoscevo solo come narratore, cantastorie, come fantastico affabulatore. Di lui non avevo letto niente. Mi hanno prestato Lotta di classe, ultimo suo romanzo e l’ho letteralmente fumato: amaro, ironico, nostalgico. Le vite di quattro giovani lavoratori precari che abitano nella stessa palazzina si intrecciano e si spiano da un racconto all’altro. Un grido di rabbia verso il mondo del precariato, dei call-center e dell’indifferenza.
-
Archivi
- settembre 2011
- agosto 2011
- giugno 2011
- maggio 2011
- aprile 2011
- marzo 2011
- febbraio 2011
- gennaio 2011
- dicembre 2010
- novembre 2010
- ottobre 2010
- settembre 2010
- agosto 2010
- giugno 2010
- aprile 2010
- marzo 2010
- febbraio 2010
- gennaio 2010
- novembre 2009
- febbraio 2009
- gennaio 2009
- ottobre 2008
- agosto 2008
- aprile 2008
- marzo 2008
- febbraio 2008
- gennaio 2008
- dicembre 2007
-
Meta
