Cos’è la Robin Hood Tax? Perché una tassa dovrebbe portare il nome del principe dei ladri, l’eroe inglese che rubava ai ricchi per dare ai poveri?
La risposta è presto data: la Robin Hood Tax è una tassa molto piccola – i tassi proposti variano dallo 0,01% allo 0,5% – da applicare alle transazioni sui mercati finanziari. Con quale scopo? Primo: combattere la speculazione dei trader più incalliti che eseguono anche migliaia di transazioni al giorno e rischiano di compromettere la stabilità dei mercati finanziari. Secondo: raccogliere un enorme quantitativo di denaro – si parla di quasi 500 miliardi di dollari l’anno! – per risolvere la crisi e aiutare il nostro pianeta !
Il video qui sopra è stato preso dal sito della campagna RobinHoodTax.ca e rende in maniera semplice ed efficace quanto possa essere devastante l’effetto di questa legge: “un piccolo sacrificio per le banche, una grande differenza per il mondo”. Ed è proprio questo il primo ostacolo a questa legge: sono proprio le lobby del mondo finanziario ad opporsi alla Robin Tax, che va inevitabilmente contro i loro interessi.
Il bello della Tassa sulle Transazioni Finanziarie, TTF – oppure Financial Transaction Tax, FTT – è che il suo tasso è veramente basso, ma applicato all’enorme volume di scambi sui mercati finanziari produrrebbe un tesoretto niente male: se ad esempio la tassa venisse applicata globalmente allo 0,05% si stima (Austrian Institute for Economic Research) che il gettito possa attestarsi fra i 500 e i 1000 miliardi di dollari l’anno anche a fronte di una potenziale riduzione di circa il 65% delle attività finanziarie conseguente all’introduzione della tassa. Vi basti pensare che l’ultimo mega pacchetto di salvataggio messo in azione dall’Unione Europea per salvare l’Euro ammonta a 600 miliardi di €…

Senza voler fare lo sbaglio di semplificare eccessivamente la realtà che ci circonda, la Robin Tax rimane sicuramente un’interessante idea da approfondire meglio in un momento di emergenza come questo: ecco allora che il dibattito e la diffusione cresce inesorabile e giunge persino al nostro Parlamento, dove il 16 giugno 2010 sono state presentate e approvate tre risoluzioni sulla TTF, presentate rispettivamente dagli On. Zacchera (PDL), Barbi (PD) e Evangelisti (IdV). Un segnale incoraggiante!
Gli ostacoli tecnici e politici non possono di certo mancare: anche noi comuni mortali lo possiamo intuire! Da un lato la difficoltà di applicare questa tassa sull’enorme traffico di operazioni – scambi di azioni, obbligazioni, scambi valutari e contratti derivati – che si susseguono a grande velocità . Dall’altro la difficoltà a mettere tutti d’accordo sulle modalità, per implementare la tassa su scala internazionale, evitando di danneggiare i mercati che l’adottano per prima.
Nel primo caso la tecnologia viene in nostro aiuto: le operazioni finanziarie sulle borse di tutto il mondo vengono registrate su piattaforme elettroniche come lo SWIFT e il Continuous Liked Settlement Bank (CLS Bank). Basterebbe dunque un apposito software per prelevare l’imposta e versarla in automatico (per ogni operazione effettuata) all’ente preposto a raccogliere il gettito.
Dal punto di vista socio-politico invece basti sapere che in molti Paesi sono già definite misure di tassazione sulle transazioni finanziarie e in alcuni casi con tassi di gran lunga più significativi di quello proposto per la TTF (la Stamp Duty nel Regno Unito su tutte). Al di là degli esempi concreti, le ricerche concordano nell’affermare che sarebbe abbastanza semplice disegnare la TTF in modo che sia possibile applicarla unicamente in un primo gruppo di Paesi, per poi estenderla progressivamente su scala internazionale. Inoltre finchè il costo della tassa non supera quello legato a una possibile rilocalizzazione, le istituzioni finanziarie sono molto più disponibili a pagare l’imposta che non a cercare altre piazze finanziarie.
Aspettando che la Robin Hood Tax prende sempre più piede in Italia e nel mondo e possa veramente contribuire a migliorare la situazione attuale, vi lasciamo un’altra chicca: nel video Sir Ben Kingsley recita la parte del ricco banchiere assalito da degli insoliti teppisti!
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