Woodstock 5 Stelle: Una cronaca personale

Io c’ero.

Il 25 e il 26 settembre 2010 al parco Ippodromo di Cesena ha avuto luogo Woodstock 5 Stelle, manifestazione gratuita, organizzata da Beppe Grillo e dal Movimento 5 Stelle. Cesena come Bethel nel ’69; è la storia che ritorna? Una due giorni di pace, musica, informazione e futuro. Un parco trasformato in un laboratorio di idee, una kermesse a impatto zero. Tanti i nomi musicali che hanno aderito a titolo gratuito all’iniziativa: Oreglio, Baccini, Samuele Bersani, Max Gazzè, il Teatro degli Orrori, Cristiano De André, i Tre Allegri Ragazzi Morti, Marracash, Fabri Fibra e tanti altri, noti e meno noti.

Una organizzazione impeccabile (fin dall’uscita della stazione i cartelli ci hanno condotto al parco in non più di una ventina di minuti) ha allestito due imponenti tendostrutture per la ristorazione, rigorosamente locale (anche la birra), posto bimbi, un ospedale da campo, gabinetti chimici in tutta la zona, posti tenda e camper nonché convenzioni con campeggi e alberghi limitrofi. «Ci dicono che siamo degli squadristi, è vero: siamo gli squadristi della raccolta differenziata, gente che prende la cicca della sigaretta e la getta nell’apposito contenitore» grida Grillo dal palco. Questa la ciliegina sulla torta, tutti i rifiuti sono compostabili e riciclabili grazie anche a Carla Poli, imprenditrice trevigiana, proprietaria del centro di rifiuti di Vedelago che riporta a valore qualcosa che non serve più a nessuno. Preleva a costo zero, ricicla e vende il prodotto finito ad aziende che ne hanno bisogno. Famosa la sua battaglia contro l’inceneritore di Treviso, fa risparmiare 150 mila euro alle scuole e ricicla il 97,2% dell’immondizia della sua città. Musica, armonia e informazione stanno tessendo la loro magica tela per garantire un futuro alle prossime generazione. La sensibilizzazione non si arresta ed è il turno di Marco Guidarini, medico traumatologo appassionato di moto e presidente dell’AMI (Associazione Motociclisti Incolumi) per la prevenzione degli incidenti stradali. Sulle no-forgiving roads italiane una banale distrazione può costare la vita: “…le nostre strade non vengono costruite con i giusti criteri ergonomici” cosa che all’estero si fa.

Grosse cisterne e fontane pubbliche dissetano le centinaia di persone presenti alla manifestazione. L’acqua sale sul palco attraverso la voce di Riccardo Petrella professore in Belgio e ex dirigente del più grande acquedotto d’Europa (si dimise in seguito alla privatizzazione dell’impianto). “Senza acqua la gente muore, mica si può comprare Coca-Cola!” Parla del pericolo della privatizzazione e delle nuove tecniche di produzione di acqua potabile tramite i dissalatori che trasformano l’acqua, dono di Dio, in acqua privata e a caro prezzo. Gli fa eco Lester Brown ambientalista di fama mondiale e professore di Harvard che in un videomessaggio lancia un monito agli italiani: “Informatevi e agite per i vostri figli! Abbiamo poco tempo e il pericolo è globale”. Spiega come nel resto del mondo petizioni e governi stiano facendo chiudere le centrali elettriche a carbone, “Fatelo anche in Italia”.

Attivista, blogger, ragazza madre e parlamentare islandese, Brigitta Jonsdottir, ci ricorda che l’Italia è inguaiata nella libertà di espressione, anche sulla rete (legge Bavaglio, decreto Pisanu) e lo fa parlando della sua IMMI (Icelanding Modern Media Initiative) che raccoglie tutte le migliori leggi del mondo sulla libertà di espressione in un unico decreto legge.

L’Italia si è svenduta e non è più il Bel Paese che era. Lo dice Ferruccio Sansa, giornalista, che racconta di come il costo di una inutile autostrada sia maggiore di quello necessario a mettere in sicurezza il paese dalle frane. Lo fa attraverso i numeri, numeri di morte e ricorda la terribile uguaglianza cemento = Mafia e Camorra.

Forse ci vuole testa. Sul grande schermo posto sul palco scorrono le immagini di una capanna quasi autosufficiente a 3.000 m slm sul Monte Rosa. Lino Guzzella professore all’Istitute of Tecnology in svizzera, ideatore del progetto rammenta che l’intelligenza è il carburante del futuro. Intelligenza che non hanno avuto i massacratori di Bianzino, Sandri, Giuliani, Cucchi, Androvandi, Uva e le istituzioni marce che ne volevano insabbiare i fatti. Intelligenza che hanno avuto i familiari, gli amici, qualche giornalista e qualche blog. Filippo Vendemmiati, giornalista rai è l’autore di “É stato morto un ragazzo” film-documentario sulla morte di Federico Androvandi ucciso per abuso di potere da quattro poliziotti. Sul palco i genitori del giovane che ringraziano per il sostegno ricevuto e per non aver chiuso gli occhi davanti alla terribile vicenda. É forse il momento più commovente della manifestazione; la rabbia di tutti è palpabile.

Anche Beppe non ha saputo resistere e si è gettato sul palco a sottolineare la grandiosità dell’impresa di questi due giorni: il costo zero, il riciclaggio, la trasparenza, i quattro milioni di contatti web e le oltre centomila presenze umane più vive che mai. A tenergli compagnia  due amici, sul palco, Dario Fo e dal suo personale studio Marco Travaglio.

L’atmosfera che si è potuta respirare in questi due giorni va oltre ogni possibile descrizione perchè riuniti non c’erano solo Hippie nuovi e nostalgici, rocker, metallari, punk a bestia, commercianti, operai, insegnanti, professori, studenti, genitori, famiglie, ragazze madri, donne incinte, precari, panettieri, salumieri, pescivendoli, fruttivendoli, giornalisti, attori, registi, musicisti, imbianchini, volontari, dottori, presentatori, scrittori, poeti, nullatenenti, benestanti, tecnici e ideatori, ma assieme a questi intelligenza, rispetto, indignazione, tolleranza, informazione, curiosità, voglia di fare, desiderio di un mondo migliore, fratellanza, condivisione, multiculturalità, innovazione, tecnologia, plurilinguismo, coscienza, civiltà, letizia, affetto, musica e pace.

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27 risposte a Woodstock 5 Stelle: Una cronaca personale

  1. cavolo! dal tuo racconto mi pento di non esserci stato! Gran bell’evento e gran bell’articolo ;)

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